Il segnapunti

Vuoi che ti suggerisca un modo sicuro ed infallibile per garantirti una continua frustrazione e un modo per influire negativemante sul tuo rapporto di coppia ? Tieni esattamente il conto di quello che fai tu e di quello che il tuo partner non fa.

Un modo un po’ alternativo di iniziare questo articolo, però pensaci bene. Molte persone tengono il “conto” di tutto quello che fanno per mantenere vivo il rapporto, per rendere la vita più facile al compagno/a, per tutti i sacrifici che senti di avere fatto per il bene comune (pulire la casa, dedicarsi alla spesa, fare il bucato, gestire i bambini e mille altre cose). Agire in questo modo non può che lasciarti  stressato e scontento e di conseguenza anche il tuo partner soffrirà di questa tensione.

Quando il “segnapunti” inizierà ad avere dei bei “punteggi” arriveranno delle pessime reazioni quali, il mettersi sulla difensiva, il fare i conti con quello che si fa in più rispetto all’altro, il sentire un senso di inadeguatezza, il provare dei sensi di colpa.

A meno che la persona che ti sta vicino, sia effettivamente un tipo lavativo o un bradipo (nel qual caso dovresti riflettere sul valore della persona), normalmente tutti contribuiscono alla causa comune, ognuno per le sue capacità ed attitudini ed allore come fare ?

Cerca di ribaltare il processo mentale. Non pensare a quello che il tuo partner NON fa, ma a quello che fa. Potresti avere delle piacevoli sorprese e sicuramente un atteggiamento simile ti renderà più rilassato ed affettuoso.

Se riuscirai a stroncare sul nascere questa pessima abitudine, il reciproco amore e rispetto ne usciranno rinvigoriti.

 

 

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Padri e figlie: se il rapporto è difficile

Indubbiamente per una figlia, la figura paterna ha un ruolo fondamentale nel suo sviluppo futuro. Che sia stato assente, troppo tenero, troppo duro, poco o troppo generoso o nel peggiore dei casi violento, ecco che, nel momento in cui manca una presenza attenta e nel suo ruolo, protettivo ma allo stesso tempo dedita all’aiuto al passaggio dal “nido” al mondo esterno, può crearsi un vuoto più o meno grande.

Molte donne rimuovono il dolore lasciato dalla ferita paterna, ma non per questo essa non esiste. In loro si cela, spesso una rabbia che potrebbe essere espressa ed elaborata, ma il più delle volte viene trattenuta con un conseguente irrigidimento del loro stesso essere.

Spesso queste donne scelgono figure che assomigliano al padre e a seconda delle mancanze del padre, vivono storie “sbagliate” con uomini che ripropongono gli stessi schemi. La cosa giusta da fare, ma non certo facile, è quella di vedere in maniera distaccata il proprio padre con pregi e purtroppo difetti, in modo da visualizzarlo come “umano” non più come genitore, permettendo alla propria rabbia di andargli incontro e/o di spiegarsi, di elaborare, di prendere coscienza del male subito o dell’indifferenza patita e dell’ apprensione eccessiva.

Solo liberando prima la propria persona, possono poi, con una nuova “energia” andare incontro ad un nuovo modello di uomo, che sarà tutto da scoprire.

Possiamo avere la persona che trova la persona violenta perché lo era il padre e per lei viene vista come una giusta

Si può vivere la rabbia anche ricercando continuamente la seduzione dell’uomo, oppure provocando l’ira altrui, facendo in modo che sia l’altra persona a manifestare la rabbia al nostro posto. Un rigido senso del dovere sul lavoro o nelle faccende domestiche, o un costante atteggiamento vittimista, da martire, possono nascondere una rabbia furiosa. Molte donne si mostrano amabili verso gli altri, dedicano intere giornate alla cura del prossimo, annullando i propri impegni, modificando orari e comprimendo sistematicamente ai propri bisogni. Sono donne che ad un certo punto si consumano, perdono vigore e, rinunciando ad un contatto profondo con sé, vivono come se fossero sedate. Se il rapporto con il proprio padre è stato caratterizzato da un forte risentimento, è facile che questo si manifesti anche con il proprio partner.

Ci sono donne che criticano e sviliscono il proprio compagno aprioristicamente, annientando qualsiasi forma di vicinanza con lui: sono donne stordite dal senso di delusione ed abbandono della figura paterna, inconsapevoli della propria rabbia, che inibiscono tenerezza e attitudine all’intimità. Imparare ad entrare in contatto con la propria rabbia e riconoscerla, potrebbe aiutare queste donne ad accettarle proprie emozioni, anche le più forti, la propria emotività e anche ad esprimere più liberamente la propria sessualità.

E’ importante prendere energia dalla propria ira, accostarsi al suo lato meno distruttivo per non rimanerne dominate: ci vuole molta pazienza e soprattutto aspettare che i tempi siano maturi. E’ fondamentale imparare a distinguere l’antica rabbia derivante dal rapporto con il proprio padre dall’ira del momento, collegata a situazioni contingenti. La figlia ferita potrebbe avere l’opportunità di liberare e trasformare la propria rabbia, accogliere la propria creatività, ponendo finalmente fine a quei rancori con il padre e, perché no, provare a investire su un rapporto d’amore basato sul rispetto e sulla fiducia reciproca.

 

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Risultati !!

I risultati dell’ultimo sondaggio sono stati indicativi.

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Come prima cosa vorrei segnalare quanto una nostra lettrice, Francesca Rolff, ha lasciato come commento: alla lista che avevo preparato manca la Fiducia.

Devo ringraziare Francesca per l’opportunità che mi dà di puntualizzare, che sì, è stata una mancanza, ma io l’intendo talmente ovvia in tutti i tipi di relazione che non l’ho inserita nell’elenco. Ritengo che una relazione, di qualsiasi tipo, non può essere definita tale se manca la fiducia.

Fiducia è aspettarci un comportamento dall’ Altro che sia sincero e non manipolatorio, ci affidiamo a quello che “sentiamo” e a quello che “sappiamo” e dopo aver valutato costi e benefici ci affidiamo a questo rapporto fiduciario.

Altre componenti più votate sono Complicità e Rispetto assolutamente importanti e pilastri anch’esse della relazione.

Interessante scelta che vede due posizioni opposte, la complicità che prevede un’unione particolarmente attenta all’intesa e alla condivisione e il rispetto che prevede la capacità di capire e aiutare le diversità dell’altro.

Temi che meritano sicuramente di essere ripresi, ma che dimostrano la volontà di una relazione equilibrata e matura.