Incomprensioni e litigi

Con il passare del tempo, abbiamo visto precedentemente, i comportamenti dei partner della coppia cambiano. Un po’ perchè vi è sempre un cambiamento nelle persone nel corso della vita, un po’ perchè la relazione stessa matura e corre su binari diversi rispetto all’inizio.

problemi-uomo-donna-380x214

Vi possono essere litigi oppure semplici incomprensioni sui quali e sulle quali è spesso necessario confrontarsi.

Spesso è difficile essere chiari nell’esporre il proprio pensiero, magari perchè si è molto arrabbiati, si ha paura di essere sottomessi e si passa all’attacco e in questo si producono osservazioni ambigue che possono essere interpretate male ed invece che risolvere il problema e chiarire la situazione porta ancora di più all’esasperazione del “conflitto”.

Cosa si può fare ?

Si può provare ad usare l’affermazione in tre parti.

Devo utilizzare il seguente intercalare:

a) Mi sento …

b) quando tu …

c) perchè …

In questo modo si parte parlando di se stessi, dei propri sentimenti, delle proprie sensazioni, dei propri disagi, cosa che stempera sicuramente il momento di difficoltà.

Usare questa modalità permette maggiore chiarezza e non lascia dubbi su quanto un partner sta dicendo all’altro. E’ necessario un po’ di allenamento, ma vale la pena provare questo schema di comunicazione.

Esempio: “Mi sento umiliato quando tu mi ignori perchè sto facendo del mio meglio per cambiare”

Comunicare, lo fai nel modo giusto ?

Eccola finalmente la relazione d’amore, ecco la storia che si aveva sempre sognato.

coppia-che-parla-2

All’inizio di una storia i vari “canali” di trasmissione tra i due lavorano a mille e si comunica senza nessun problema, dal momento che durante l’innamoramento, difficilmente abbiamo altro a cui pensare.

Per canali intendo le modalità diverse con cui ciascuno di noi comunica, chi è più capace con le parole, chi con i regali, chi ha la necessità di molta corporeità, chi dà molta importanza al tempo trascorso insieme e alle cose che si possono fare.

Nei periodi successivi all’innamoramento, le persone, iniziano a limitarsi ad usare le modalità più consone e a questo punto può iniziare la difficoltà di comunicazione, perché non è detto che l’altro partner utilizzi e/o riconosca la stessa che usiamo noi.

E’ un po’ come se si pretendesse di parlare italiano con un giapponese e di essere capito.

Vediamo ora le modalità di comunicazione all’interno della coppia, di che cosa hanno bisogno i partner.

  • Creare insieme tempo di qualità: vi rientrano tanto lo stare abbracciati a guardare la Tv quanto le vacanze esotiche in un paese straniero. Chi utilizza questo canale finisce per stancarsi se il loro partner passa troppo tempo con gli amici, a coltivare i suoi hobby, o lavorando, gli sembra di venire trascurato
  • Azioni altruistiche: può essere il fatto di guadagnare un buon stipendio, tenere in ordine la casa, ma di solito sono di natura più personale: cucinare una cena speciale, accompagnare il partner all’aeroporto alle tre del mattino, aiutarlo a riordinare. Far sentire l’altro importante ed al centro dei pensieri del partner che è attento ai bisogni e ai desideri
  • Contatto fisico affettuoso: il sesso ha un effetto immediato sul benessere, ma spesso abbracci e baci spontanei sono più importanti. Le persone che hanno bisogno del contatto fisico si sentono disperate se il loro partner le respinge perché è impegnato con qualche altra attività.
  • Parole di apprezzamento: scrivono lettere, dedicano canzoni. E’ molto probabile che dicano “Ti amo” e che rimangano scossi se il loro partner li allontana dicendo “Ma me l’hai appena detto !!”. In realtà, se ovviamente è veramente amore, dovrebbe essere rinnovato spesso e queste due piccole paroline, magicamente lo aiutano, lo ravvivano. Mattina e sera con il bacio del buongiorno e della buonanotte
  • Fare regali: che si tratti di un gioiello costoso o di una barretta di cioccolato comprata tornando a casa, chi fa regali ama sorprendere il partner e non lascerà niente di intentato pur di suscitare la sua meraviglia. A sua volta aspetterà di riceverne e il fatto che questo non accada può seccare il canale di comunicazione tra le due persone.

E’ quindi importante nella coppia verificare con quali metodi siamo in confidenza, sia nel dare che nel ricevere. Può essere che una persona pensi di comunicare tantissimo all’altra, ma magari utilizza la modalità non consona e all’altra persona non arriva nulla.

 

 

 

 

 

Momenti critici

diversity

I momenti critici che possono preludere ad un tradimento:

– convivenza e matrimonio

– gravidanza

– verso il pensionamento

– crisi personale e crisi di coppia

Convivenza e matrimonio

L’iniziare una convivenza dà alla coppia una nuova dimensione. Si inizia a conoscere veramente l’altra persona e questo può essere destabilizzante.

Non riuscire a trovare il nuovo equilibrio necessario, può far nascere il desiderio di fuggire dalla situazione invece di affrontarla chiaramente.

Questo può essere ancora più amplificato nel matrimonio, dove, convenzionalmente, ci si lega “per sempre” con l’impegno dell’aiuto incondizionato e della fedeltà assoluta.

Nel caso non ci siano basi adeguate, ecco che questa “fedeltà imposta”, l’idea che “non avrò altre donne”, “non avrò altri uomini”, possa essere insopportabile come idea.

Da qui la fuga verso nuovi orizzonti sessuali.

Gravidanza

Altro momento topico che può minare la fedeltà in una coppia è il periodo della gravidanza, specialmente se si tratta del primo figlio.

L’inizio di una gravidanza, spesso preclude il vivere una “normale” vita sessuale, per la paura di creare danni al bambino, perché la donna si sente meno desiderabile, perché l’uomo può avere difficoltà a vedere nella madre di suo figlio l’amante passionale, o per oggettivi problemi di salute.

Alcuni uomini possono avere un desiderio sessuale che quindi non riescono ad esprimere con la propria compagna e si sentono quasi “autorizzati” a tradirla, in nome di un necessario sfogo fisico.

Verso il pensionamento

In questo momento, la persona che inizia a vivere l’abbandono di quella che viene considerata la vita produttiva, può provare dei sentimenti di angoscia.

Ci si ritrova a voler cercare altre conferme, di sentirsi ancora desiderabili, di essere ancora vitali.

Ecco che l’adrenalina di una relazione parallela allevia questo malessere, certamente non risolve la situazione, anche perché è dentro di sé che è necessario trovare un nuovo equilibrio.

Spesso questo periodo, coincide con la sindrome del “nido vuoto”, cioè il momento in cui gli eventuali figli della coppia lasciano la casa.

Può essere un periodo altamente traumatico, perché dopo decenni la coppia si ritrova da sola in una nuova intimità, che se non supportata negli anni precedenti, a volte, fa ritrovare le due persone distanti emotivamente.

Crisi personale e crisi di coppia

Crisi (dal greco: krisis) significa scelta, Momento che separa una maniera di essere diversa da altra precedente, o anche piega decisiva che prende un affare.

Noi siamo abituati a dare a questa parola un connotato negativo, ma il suo significato effettivo e quello di un momento che sarà di cambiamento, di svolta, e soprattutto non è un qualcosa di statico.

Ad ogni crisi, e quindi ad ogni cambiamento, la persona dovrebbe reagire e tendere a trovare un nuovo equilibrio, una nuova armonia.

Questo porta sicuramente dei momenti dolorosi e di sofferenza, ma questi sono necessari per passare oltre e ritrovare la serenità.

La crisi personale può essere data da molti fattori, un cambiamento nell’ambito lavorativo, un grave lutto personale, un sentirsi inadeguati nei propri ruoli, dei vissuti precedenti non elaborati, un cambiamento interiore diverso che allontana dal partner; tutto questo si rifletterà ovviamente nella relazione sentimentale.

La crisi di coppia invece è quando non ci sono eventi esterni, ma c’è la difficoltà tra le due persone a “connettersi” e comunicarsi le relative necessità.

Sono le divergenze sulle piccole cose che danno luogo a conflitti più o meno aperti, le due persone entrano in una “zona ombra” dove dovrebbero cercare di superare questi ostacoli, che altro non sono che quello che loro stessi, reciprocamente, non riescono a vedere di sé stessi.

L’altro è uno specchio in cui vediamo riflesse le cose che ci infastidiscono di noi stessi, la nostra parte ombra.

A questo punto, sia nella fase di crisi personale che di coppia, o si inizia ad essere consapevoli di quali siano i reali problemi, o si trova un’amante di “compensazione”.

A volte questo amante, può non essere una persona fisica, ma un hobby, uno sport, una qualsiasi cosa che ci assorbe, ci permette un’ allontanamento dal partner e quindi allevia il malessere, ma ovviamente in maniera momentanea, quella che potremmo chiamare “una boccata d’ossigeno”.

La crisi di coppia, soprattutto in questi anni, si verifica per uno strano fenomeno che possiamo identificare con la seguente frase che uno dei due può dire “ti voglio bene ma non ti amo più”.

 

 

La gelosia

La gelosia è un sentimento che parte dall’idea di poter perdere da un momento all’altro ciò che ho di più “caro”. Si lega al concetto di possessività, alla possibile perdita di ciò che si ritiene proprio, si desidera la persona in termini esclusivi.

gelosia-catena

L’altro viene visto più come un oggetto che un soggetto.

E’ importante distinguere, comunque tra gelosia “normale” e gelosia “patologica”. La gelosia “normale” è imprescindibile da una situazione d’ amore, e deve essere presente a livelli accettabili.

Se non ci fosse, si potrebbe dubitare che il rapporto sia d’amore. Può essere quasi gratificante per l’amato sentire il pizzico di gelosia da parte dell’altro, è un modo come un altro di farlo sentire importante e desiderato. E’ comunque gestita a seconda del livello di fiducia che intercorre tra le due persone, fiducia che è alla base di ogni tipo di rapporto e ancora di più in un rapporto sentimentale.

La gelosia “patologica” diventa tale se assume le seguenti caratteristiche:

  • paura irrazionale dell’abbandono e tristezza per la possibile perdita;
  • sospettosità per ogni comportamento relazionale del partner;
  • controllo dei comportamenti dell’ “altro”;
  • invidia ed aggressività verso i possibili rivali, spesso inesistenti;
  • aggressività persecutoria verso il partner;
  • sensazione d’ inadeguatezza e scarsa autostima.

Si manifesta in assenza di prove tangibili e spesso diviene la causa della rottura della relazione. Si ha così tanta paura di perdere la persona amata, che si finisce con il perderla davvero. Questi sospetti e circostanze infondate, contribuiscono a creare delle rappresentazioni mentali in cui si “costruisce” la figura del rivale, con tanto di “prove” ovviamente inesistenti. Ogni motivo è buono per dare adito a dei dubbi e a delle recriminazioni.

A lungo andare, una situazione del genere, crea un’ angoscia che può portare a situazioni deliranti e dare luogo anche a fatti che sfociano in azioni delittuose, vedi anche i delitti passionali.

La gelosia patologica, il più delle volte, affonda le sue origini nell’infanzia in una cattiva relazione che il geloso ha instaurato con i propri genitori. Quest’ultimi non hanno adeguatamente rinforzato il bambino nella fiducia per se stesso e nell’autostima contribuendo così a determinare un adulto geloso perchè non conscio delle sue possibilità e del suo valore, profondamente insicuro. Ciò porta a pensare che il proprio partner potrebbe amare un altro perchè più degno, a non essere sicuro del suo amore.

Ma la gelosia patologica può tradire anche un desiderio di possesso assoluto del partner. Ciò avviene, anche in questo caso, per una cattiva relazione affettiva costruita con i propri genitori, sopratutto quello di sesso opposto. C’è la presenza di un’affettività che non ha trovato corresponsione durante l’infanzia, e si pensa di riscattarla da adulti, attraverso il possesso assoluto dell’altro.

Un passo avanti in età adulta per superare una gelosia che si ritenga oltre i limiti, deve necessariamente fare i conti con un dialogo franco ed aperto con il partner e con il riuscire a creare un rapporto denso di fiducia. Anche un buon lavoro su se stessi e sulla propria autostima è un metodo per avere più serenità di rapporti interpersonali.

Per sorridere del tradimento …

Una nuova vignetta di Pietro Vanessi, che sintetizza molto bene la fase ombra del precedente articolo in preparazione all’articolo sul tradimento.

consigli-di-coppia-low

Il tradimento in una relazione di coppia – Conclusione

Ma cosa intendiamo per tradimento ?

0007671943T-849x565

La risposta risiede nei principi e nelle convinzioni individuali, il tradimento non è uguale per tutti. Le donne degli eschimesi si uniscono con l’ospite e questa usanza locale, per la loro cultura non è considerato un tradimento. Al contrario, la nostra cultura punisce questa manifestazione di ospitalità, giudicandola scandalosa e immorale.

Differenze così profonde tra le culture suggeriscono la risposta: “il vero tradimento in un rapporto di coppia è rappresentato dall’inganno”. Non raccontarsi, non aprirsi, recitare un ruolo, indossare una maschera sono tutti elementi che tradiscono la persona amata. La sincera, serena e leale esposizione dei propri valori, della propria morale e del proprio punto di vista è la grande dimostrazione di amore e di fedeltà verso il proprio partner. La fedeltà in amore suggerisce, ad esempio: “Ti amo e non ti temo, se anche tu mi ami, sicuramente desideri conoscermi fino in fondo”. “Ti stimo, ti rispetto e desidero che la tua scelta sia incondizionata, quindi ti dono l’opportunità di  conoscermi profondamente e di scegliermi se ti piaccio veramente”.

Il tradimento in una relazione di coppia – parte 1

Il tradimento tra persone unite da un legame d’amore è considerato da sempre un comportamento riprovevole, tuttavia si tratta di un fenomeno molto diffuso e trasversale; non dipendente da: cultura, etnia o ceto sociale.

file4831259340810

La pratica del tradimento non è solo un fenomeno contemporaneo, negli anni ’40 Alfred Charles Kinsey, fondatore del Kinsey Institute for Research in Sex Gender and Reproduction, nel suo noto “Rapporto sul comportamento sessuale degli americani” ha evidenziato che almeno il 50% dei mariti aveva cominciato una relazione extraconiugale prima dei 40 anni e che oltre il 25% delle donne tradiva il proprio marito.

Ma che cosa è il tradimento?

La risposta deve considerare la natura umana. Dal punto di vista della attrazione naturale tra i sessi, l’animale uomo non è monogamo ma poligamo. La natura “accende” i nostri sensi quando la complementarietà tra appartenenti a sessi opposti nella specie umana potrebbe garantire un ottimo stato di salute per il prodotto di una eventuale unione sessuale. Tuttavia, elementi fisiologici, le inclinazioni, la cultura ed i valori personali, costituiscono variabili determinanti nella percezione di ogni individuo.

Ci sentiamo, quindi, attratti nell’immediatezza da chi ci piace particolarmente, indipendentemente da regole e costumi. Questo fenomeno naturale avviene indipendentemente dal fatto che un essere umano sia legato sentimentalmente con un patto d’amore ad un altro (unione, convivenza, matrimonio).

Certamente, una persona soddisfatta del suo rapporto sentimentale e in pace con la sua anima, è molto meno sensibile alle tentazioni che la natura non manca di offrire.

E qui entra in gioco l’equilibrio della vita di coppia; il fatto che ci si senta attratti fisicamente o emozionalmente da un’altra persona è il campanello d’allarme che un “qualcosa” non funziona più o che si sta vivendo  un cambiamento o che ci si sta sviluppando individualmente in maniera non armonica. Vi è la necessità di trovare al di fuori una “compensazione” per il malessere proprio e di coppia.