Ex partner e gelosia

La gelosia per il passato sentimentale del proprio partner viene detta anche ” Sindrome di Rebecca”, definizione che deriva dal film di Alfred Hitchcock “Rebecca la prima moglie”.

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Una leggera gelosia può essere inevitabile nei confronti di una precedente relazione, soprattutto se vi è un figlio della coppia precedente, se hanno vissuto esperienze molto coinvolgenti o se il partner precedente era dotato di particolare bellezza o fascino.

L’iniziare a mitizzare il partner precedente può avere alcuni motivi:
– un basso livello di autostima che porta a sentirsi su un piano d’inferiorità, nonostante tutte le prove d’amore e le rassicurazioni ricevute.
– una necessaria convivenza con parenti del partner che continuano a esaltare doti e caratteristiche della/del ex.
– riferimenti del partner sulla/sul ex, che non riuscendo a staccarsi dalla precedente storia, ne parla continuamente, esaltandone gli aspetti, i comportamenti, cercando di ripetere modalità di vita ed esperienze già fatte.

L’ultimo caso è quello forse più delicato, in cui la nuova coppia, vive sempre all’ombra di quello che era, con conseguente stress psicologico della/del nuovo arrivato. Risulta in questo modo necessario riuscire a capire i contorni della storia precedente, se è stata elaborata la fine, e dei motivi per cui persiste questa realtà ormai “irreale”.

Ogni persona ha precedenti esperienze sentimentali, che fanno in parte contribuito a formarne la personalità e il modo di essere. La scelta di un nuovo partner dipende anche dalla personale storia affettiva, che quindi non può essere taciuta. Chiudersi in un silenzio assoluto riguardo al passato è controproducente, perchè rischia di far nascere nell’altro dubbi e incertezze sfavorevoli per avviare una relazione appagante.
Si tratta piuttosto di integrare e armonizzare le esperienze fatte con la situazione presente.

Similmente destabilizzante è la gelosia che insorge successivamente alla fine di una relazione. Generalmente a provarla è il partner che è stato lasciato.

Avviene nelle primissime fasi, in cui non c’è ancora l’elaborazione psicologica di quanto accaduto e resta ancora vivo una flebile speranza che l’altro possa tornare sui suoi passi.

E’ ancora più comune nel caso in cui l’altro trovi subito un nuovo partner. Anzi in questa fase rappresenta uno degli elementi più dolorosi del processo d’elaborazione della separazione: immaginare l’altro che condivide già ciò che era proprio con una nuova persona. Diventa meno normale a distanza di tempo dal distacco. In questo caso è un chiaro segnale che il distacco ‘psicologico’ non è avvenuto a differenza di quello effettivo che è avvenuto da tempo.

Dal momento che è stata scritta la parola fine tra i due, è necessario cercare di staccarsi fisicamente da tutto quello che ci ricorda la persona in questione e la relazione stessa.

 

Per sorridere del tradimento …

Una nuova vignetta di Pietro Vanessi, che sintetizza molto bene la fase ombra del precedente articolo in preparazione all’articolo sul tradimento.

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Il tradimento in una relazione di coppia – Conclusione

Ma cosa intendiamo per tradimento ?

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La risposta risiede nei principi e nelle convinzioni individuali, il tradimento non è uguale per tutti. Le donne degli eschimesi si uniscono con l’ospite e questa usanza locale, per la loro cultura non è considerato un tradimento. Al contrario, la nostra cultura punisce questa manifestazione di ospitalità, giudicandola scandalosa e immorale.

Differenze così profonde tra le culture suggeriscono la risposta: “il vero tradimento in un rapporto di coppia è rappresentato dall’inganno”. Non raccontarsi, non aprirsi, recitare un ruolo, indossare una maschera sono tutti elementi che tradiscono la persona amata. La sincera, serena e leale esposizione dei propri valori, della propria morale e del proprio punto di vista è la grande dimostrazione di amore e di fedeltà verso il proprio partner. La fedeltà in amore suggerisce, ad esempio: “Ti amo e non ti temo, se anche tu mi ami, sicuramente desideri conoscermi fino in fondo”. “Ti stimo, ti rispetto e desidero che la tua scelta sia incondizionata, quindi ti dono l’opportunità di  conoscermi profondamente e di scegliermi se ti piaccio veramente”.

Il tradimento in una relazione di coppia – parte 1

Il tradimento tra persone unite da un legame d’amore è considerato da sempre un comportamento riprovevole, tuttavia si tratta di un fenomeno molto diffuso e trasversale; non dipendente da: cultura, etnia o ceto sociale.

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La pratica del tradimento non è solo un fenomeno contemporaneo, negli anni ’40 Alfred Charles Kinsey, fondatore del Kinsey Institute for Research in Sex Gender and Reproduction, nel suo noto “Rapporto sul comportamento sessuale degli americani” ha evidenziato che almeno il 50% dei mariti aveva cominciato una relazione extraconiugale prima dei 40 anni e che oltre il 25% delle donne tradiva il proprio marito.

Ma che cosa è il tradimento?

La risposta deve considerare la natura umana. Dal punto di vista della attrazione naturale tra i sessi, l’animale uomo non è monogamo ma poligamo. La natura “accende” i nostri sensi quando la complementarietà tra appartenenti a sessi opposti nella specie umana potrebbe garantire un ottimo stato di salute per il prodotto di una eventuale unione sessuale. Tuttavia, elementi fisiologici, le inclinazioni, la cultura ed i valori personali, costituiscono variabili determinanti nella percezione di ogni individuo.

Ci sentiamo, quindi, attratti nell’immediatezza da chi ci piace particolarmente, indipendentemente da regole e costumi. Questo fenomeno naturale avviene indipendentemente dal fatto che un essere umano sia legato sentimentalmente con un patto d’amore ad un altro (unione, convivenza, matrimonio).

Certamente, una persona soddisfatta del suo rapporto sentimentale e in pace con la sua anima, è molto meno sensibile alle tentazioni che la natura non manca di offrire.

E qui entra in gioco l’equilibrio della vita di coppia; il fatto che ci si senta attratti fisicamente o emozionalmente da un’altra persona è il campanello d’allarme che un “qualcosa” non funziona più o che si sta vivendo  un cambiamento o che ci si sta sviluppando individualmente in maniera non armonica. Vi è la necessità di trovare al di fuori una “compensazione” per il malessere proprio e di coppia.

La fase ombra

Dopo aver divagato di vari argomenti ritorniamo a vedere come sta andando con la nostra coppia che si è sposata (o che è andata a convivere in maniera stabile). E’ in agguato per tutti la fase “ombra”.

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Dopo la fase crescente di entusiasmo dei primi tempi,  la coppia affronta la crisi, la parte ombra.

Il partner attraverso la relazione profonda ci mette di fronte a quello che viene chiamato l’incastro dell’ombra: tutto quello che non abbiamo esternato e superato in noi esce.

Nella sicurezza della coppia l’Io si rivela per quel che è con pregi e difetti, nella relazione si è come nudi, senza sovrastrutture, maschere o coperture. Questa nuova realtà dell’altro disorienta e crea reazioni, sembra di non conoscersi più, viene da chiedersi “ma chi è questa persona con cui condivido la mia vita?”

In realtà le cose dell’altro che infastidiscono sono quelle che non si sopporta di se stessi; si scatenano litigi incredibili per le piccole cose perchè  si è disorientati sul da farsi, non si è ancora pronti per il passo finale.

E quale è il passo finale ? Possiamo riassumerlo in una sola parola, semplice da dirsi, ma difficile da “farsi”: Accettazione e  Ascolto.

Accettazione dell’altro con i suoi pregi e i suoi difetti, per accettare noi stessi. Solo in questo modo possiamo crescere, progredire, guardare al futuro con serenità.

Ascolto che aiuta la coppia ad uscire dalla crisi ed è l’anticamera della fase successiva. . Una parte molto importante a cui la coppia deve prestare attenzione e coltivare è il ricordo. Il ricordo dei momenti di unione e comunione di coppia crea un ancoraggio che aiuta a superare la crisi.

A volte, per riuscire ad affrontare questa “parte ombra” si sperimentano delle “vie di fuga”, che sono dei palliativi che ci aiutano ad andare avanti.

Le vie di fuga più comuni sono due: il tradimento e i figli.

Il tradimento in questa fase difficilmente porterà ad una separazione è solamente un modo per l’io di uscire da una situazione di crisi che non accetta e mettendo in atto il gioco “è tutta colpa tua” cerca in un altro “altro” la soluzione al problema. Se invece accade che la coppia si lasci durante la parte ombra la relazione successiva farà emergere una parte d’ombra ancora più grande e profonda.

A volte il tradimento non è verso una persona in carne ed ossa, ma può essere anche il rivolgersi ad un hobby, ad uno sport in maniera eccessiva che porta uno dei partner a vivere molto del suo tempo fuori casa; entrambe le situazioni sono un precario equilibrio che permette di proseguire la relazione principale.

La fuga dalla parte ombra attraverso i figli invece dà la possibilità alla coppia di spostare l’attenzione verso un altro interesse che può portare la coppia a condividere nuovamente qualcosa. E’ questo un semplice spostamento di attenzione non una reale soluzione la crisi di coppia continua.

 

 

Cuore ferito …

Piccolo intermezzo con una vignetta di Pietro Vanessi, per sua gentile concessione.

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