Amicizia e dintorni

… ho trovato un brano di L’Aura che è in sintonia con l’articolo precedente e lo condivido con tutti voi …

 

 

Amicizia (fase 2)

E’ il momento in cui si sta iniziando a cercare l’altro, ma non si è ancora pronti per affrontare una relazione “uno a uno”. L’amicizia si sviluppa all’interno di un gruppo che funge da facilitatore di rapporti e nello stesso tempo ha una funzione protettiva.

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Nel gruppo si inizia a sperimentare questa modalità di relazionarsi che soprattutto è un incontro NON esclusivo con l’altro, è una marea che coinvolge i membri che si trovano, ritrovano, lasciano e perdono a seconda del momento, degli interessi e delle attività che il gruppo sperimenta.

Si dovrebbe vivere questa esperienza in maniera molto libera, condividendo passioni e interessi comuni ma senza vincoli, senza aspettative, per il puro piacere di farlo assieme all’altro, agli altri.

Ma cosa incrina spesso questa relazione o la inquina ?

Anche qui due cose, a volte è vissuta in maniera non bilaterale oppure vi è una necessità di esclusività di rapporto.

Nel primo caso intendo portare l’esempio di quando solo e sempre uno dei due è coinvolto attivamente e diventa quasi il “servitore” dell’altro. Non vi è un mutuo aiuto, non vi è parità, non vi è libertà. Indipendentemente chi sia uno o chi sia l’altro, spesso sono nostre necessità interiori che derivano da insicurezza ed incapacità di accettazione dell’altro.

Nel secondo caso, volere l’esclusività del rapporto può significare essere ancora fermi al rapporto simbiotico infantile che ha bisogno della presenza dell’”altro”, della persona che non può sopportare di perderlo, che non vuole dividerlo con altri.

E’ importante interrogarsi sul nostro modo di “essere” amici, spesso è una modo di relazionarsi che non è preso molto in considerazione, ma vale la pena farlo.