Il segnapunti

Vuoi che ti suggerisca un modo sicuro ed infallibile per garantirti una continua frustrazione e un modo per influire negativemante sul tuo rapporto di coppia ? Tieni esattamente il conto di quello che fai tu e di quello che il tuo partner non fa.

Un modo un po’ alternativo di iniziare questo articolo, però pensaci bene. Molte persone tengono il “conto” di tutto quello che fanno per mantenere vivo il rapporto, per rendere la vita più facile al compagno/a, per tutti i sacrifici che senti di avere fatto per il bene comune (pulire la casa, dedicarsi alla spesa, fare il bucato, gestire i bambini e mille altre cose). Agire in questo modo non può che lasciarti  stressato e scontento e di conseguenza anche il tuo partner soffrirà di questa tensione.

Quando il “segnapunti” inizierà ad avere dei bei “punteggi” arriveranno delle pessime reazioni quali, il mettersi sulla difensiva, il fare i conti con quello che si fa in più rispetto all’altro, il sentire un senso di inadeguatezza, il provare dei sensi di colpa.

A meno che la persona che ti sta vicino, sia effettivamente un tipo lavativo o un bradipo (nel qual caso dovresti riflettere sul valore della persona), normalmente tutti contribuiscono alla causa comune, ognuno per le sue capacità ed attitudini ed allore come fare ?

Cerca di ribaltare il processo mentale. Non pensare a quello che il tuo partner NON fa, ma a quello che fa. Potresti avere delle piacevoli sorprese e sicuramente un atteggiamento simile ti renderà più rilassato ed affettuoso.

Se riuscirai a stroncare sul nascere questa pessima abitudine, il reciproco amore e rispetto ne usciranno rinvigoriti.

 

 

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Amy e l’amore perdente

Oggi vi propongo un amore triste, in una ballata della grande Amy Winehouse.

Love is a losing game è il quinto singolo estratto dall’album Back to Black, secondo disco di Amy Winehouse pubblicato nel 2006; è stato l’ultimo singolo rilasciato dall’artista prima della morte nel 2011.

https://www.youtube.com/watch?v=nMO5Ko_77Hk

La canzone è una lunga metafora in cui l’amore è identificato con un gioco, che la protagonista sta perdendo. L’amore la rende come un fuoco, che è una forza sia positiva sia distruttrice.

Lei vive questo amore come una “mano perdente” e lo trova pesante più di quanto possa essere sopportato da una persona sola. Si impone e sembra un sentimento profondo finché non arrivano i problemi: “when the chips are down” non simboleggia solo il fatto che la scommessa è stata fatta e non si torna indietro, ma è usato anche come modo di dire per indicare il momento del bisogno.

L’uomo che le è vicino è un giocatore d’azzardo e quindi non sarà interessato a “vivere” una “mano perdente”.

Lei si è buttata alla cieca pur sapendo che questa storia d’amore era destinata a fallire fin dall’ inizio, le probabilità che funzionasse erano risibili e la conclusione è stata quella che avrebbe potuto vedere lei stessa da subito, se avesse avuto gli occhi aperti.

Segue il testo in inglese e in italiano

For you I was a flame
Love is a losing game
Five story fire as you came
Love is a losing game

Why do I wish I never played
Oh, what a mess we made
And now the final frame
Love is a losing game

Played out by the band
Love is a losing hand
More than I could stand
Love is a losing hand

Self professed, profound
Till the chips were down
Know you’re a gambling man
Love is a losing hand

Though I’m rather blind
Love is a fate resigned
Memories mar my mind
Love is a fate resigned

Over futile odds
And laughed at by the gods
And now the final frame
Love is a losing game

Per te ero una fiamma
l’amore è un gioco in cui si perde
il fuoco di cinque storie appena sei arrivato
l’amore è un gioco in cui si perde

perchè vorrei non aver mai giocato?
che casino abbiamo combinato
e adesso la mano finale
l’amore è un gioco in cui si perde

vissuto fuori dal gruppo
l’amore è una mano perdente
più di quello che potevo sopportare
l’amore è una mano perdente

dichiarato da sè, profondo
fino a che cadono i frammenti
so che sei un uomo che ama il gioco d’azzardo
ma l’amore è una mano perdente

sebbene io sia piuttosto cieca
l’amore è un destino rassegnato
i ricordi rovinano la mia mente
l’amore è un destino rassegnato

tutte le nostre questioni futili
e presi in giro dalle divinità
e adesso la mano finale
l’amore è un gioco in cui si perde

Padri e figlie: se il rapporto è difficile

Indubbiamente per una figlia, la figura paterna ha un ruolo fondamentale nel suo sviluppo futuro. Che sia stato assente, troppo tenero, troppo duro, poco o troppo generoso o nel peggiore dei casi violento, ecco che, nel momento in cui manca una presenza attenta e nel suo ruolo, protettivo ma allo stesso tempo dedita all’aiuto al passaggio dal “nido” al mondo esterno, può crearsi un vuoto più o meno grande.

Molte donne rimuovono il dolore lasciato dalla ferita paterna, ma non per questo essa non esiste. In loro si cela, spesso una rabbia che potrebbe essere espressa ed elaborata, ma il più delle volte viene trattenuta con un conseguente irrigidimento del loro stesso essere.

Spesso queste donne scelgono figure che assomigliano al padre e a seconda delle mancanze del padre, vivono storie “sbagliate” con uomini che ripropongono gli stessi schemi. La cosa giusta da fare, ma non certo facile, è quella di vedere in maniera distaccata il proprio padre con pregi e purtroppo difetti, in modo da visualizzarlo come “umano” non più come genitore, permettendo alla propria rabbia di andargli incontro e/o di spiegarsi, di elaborare, di prendere coscienza del male subito o dell’indifferenza patita e dell’ apprensione eccessiva.

Solo liberando prima la propria persona, possono poi, con una nuova “energia” andare incontro ad un nuovo modello di uomo, che sarà tutto da scoprire.

Possiamo avere la persona che trova la persona violenta perché lo era il padre e per lei viene vista come una giusta

Si può vivere la rabbia anche ricercando continuamente la seduzione dell’uomo, oppure provocando l’ira altrui, facendo in modo che sia l’altra persona a manifestare la rabbia al nostro posto. Un rigido senso del dovere sul lavoro o nelle faccende domestiche, o un costante atteggiamento vittimista, da martire, possono nascondere una rabbia furiosa. Molte donne si mostrano amabili verso gli altri, dedicano intere giornate alla cura del prossimo, annullando i propri impegni, modificando orari e comprimendo sistematicamente ai propri bisogni. Sono donne che ad un certo punto si consumano, perdono vigore e, rinunciando ad un contatto profondo con sé, vivono come se fossero sedate. Se il rapporto con il proprio padre è stato caratterizzato da un forte risentimento, è facile che questo si manifesti anche con il proprio partner.

Ci sono donne che criticano e sviliscono il proprio compagno aprioristicamente, annientando qualsiasi forma di vicinanza con lui: sono donne stordite dal senso di delusione ed abbandono della figura paterna, inconsapevoli della propria rabbia, che inibiscono tenerezza e attitudine all’intimità. Imparare ad entrare in contatto con la propria rabbia e riconoscerla, potrebbe aiutare queste donne ad accettarle proprie emozioni, anche le più forti, la propria emotività e anche ad esprimere più liberamente la propria sessualità.

E’ importante prendere energia dalla propria ira, accostarsi al suo lato meno distruttivo per non rimanerne dominate: ci vuole molta pazienza e soprattutto aspettare che i tempi siano maturi. E’ fondamentale imparare a distinguere l’antica rabbia derivante dal rapporto con il proprio padre dall’ira del momento, collegata a situazioni contingenti. La figlia ferita potrebbe avere l’opportunità di liberare e trasformare la propria rabbia, accogliere la propria creatività, ponendo finalmente fine a quei rancori con il padre e, perché no, provare a investire su un rapporto d’amore basato sul rispetto e sulla fiducia reciproca.

 

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