Il tradimento in una relazione di coppia – Conclusione

Ma cosa intendiamo per tradimento ?

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La risposta risiede nei principi e nelle convinzioni individuali, il tradimento non è uguale per tutti. Le donne degli eschimesi si uniscono con l’ospite e questa usanza locale, per la loro cultura non è considerato un tradimento. Al contrario, la nostra cultura punisce questa manifestazione di ospitalità, giudicandola scandalosa e immorale.

Differenze così profonde tra le culture suggeriscono la risposta: “il vero tradimento in un rapporto di coppia è rappresentato dall’inganno”. Non raccontarsi, non aprirsi, recitare un ruolo, indossare una maschera sono tutti elementi che tradiscono la persona amata. La sincera, serena e leale esposizione dei propri valori, della propria morale e del proprio punto di vista è la grande dimostrazione di amore e di fedeltà verso il proprio partner. La fedeltà in amore suggerisce, ad esempio: “Ti amo e non ti temo, se anche tu mi ami, sicuramente desideri conoscermi fino in fondo”. “Ti stimo, ti rispetto e desidero che la tua scelta sia incondizionata, quindi ti dono l’opportunità di  conoscermi profondamente e di scegliermi se ti piaccio veramente”.

Il tradimento in una relazione di coppia – parte 1

Il tradimento tra persone unite da un legame d’amore è considerato da sempre un comportamento riprovevole, tuttavia si tratta di un fenomeno molto diffuso e trasversale; non dipendente da: cultura, etnia o ceto sociale.

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La pratica del tradimento non è solo un fenomeno contemporaneo, negli anni ’40 Alfred Charles Kinsey, fondatore del Kinsey Institute for Research in Sex Gender and Reproduction, nel suo noto “Rapporto sul comportamento sessuale degli americani” ha evidenziato che almeno il 50% dei mariti aveva cominciato una relazione extraconiugale prima dei 40 anni e che oltre il 25% delle donne tradiva il proprio marito.

Ma che cosa è il tradimento?

La risposta deve considerare la natura umana. Dal punto di vista della attrazione naturale tra i sessi, l’animale uomo non è monogamo ma poligamo. La natura “accende” i nostri sensi quando la complementarietà tra appartenenti a sessi opposti nella specie umana potrebbe garantire un ottimo stato di salute per il prodotto di una eventuale unione sessuale. Tuttavia, elementi fisiologici, le inclinazioni, la cultura ed i valori personali, costituiscono variabili determinanti nella percezione di ogni individuo.

Ci sentiamo, quindi, attratti nell’immediatezza da chi ci piace particolarmente, indipendentemente da regole e costumi. Questo fenomeno naturale avviene indipendentemente dal fatto che un essere umano sia legato sentimentalmente con un patto d’amore ad un altro (unione, convivenza, matrimonio).

Certamente, una persona soddisfatta del suo rapporto sentimentale e in pace con la sua anima, è molto meno sensibile alle tentazioni che la natura non manca di offrire.

E qui entra in gioco l’equilibrio della vita di coppia; il fatto che ci si senta attratti fisicamente o emozionalmente da un’altra persona è il campanello d’allarme che un “qualcosa” non funziona più o che si sta vivendo  un cambiamento o che ci si sta sviluppando individualmente in maniera non armonica. Vi è la necessità di trovare al di fuori una “compensazione” per il malessere proprio e di coppia.

La fase ombra

Dopo aver divagato di vari argomenti ritorniamo a vedere come sta andando con la nostra coppia che si è sposata (o che è andata a convivere in maniera stabile). E’ in agguato per tutti la fase “ombra”.

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Dopo la fase crescente di entusiasmo dei primi tempi,  la coppia affronta la crisi, la parte ombra.

Il partner attraverso la relazione profonda ci mette di fronte a quello che viene chiamato l’incastro dell’ombra: tutto quello che non abbiamo esternato e superato in noi esce.

Nella sicurezza della coppia l’Io si rivela per quel che è con pregi e difetti, nella relazione si è come nudi, senza sovrastrutture, maschere o coperture. Questa nuova realtà dell’altro disorienta e crea reazioni, sembra di non conoscersi più, viene da chiedersi “ma chi è questa persona con cui condivido la mia vita?”

In realtà le cose dell’altro che infastidiscono sono quelle che non si sopporta di se stessi; si scatenano litigi incredibili per le piccole cose perchè  si è disorientati sul da farsi, non si è ancora pronti per il passo finale.

E quale è il passo finale ? Possiamo riassumerlo in una sola parola, semplice da dirsi, ma difficile da “farsi”: Accettazione e  Ascolto.

Accettazione dell’altro con i suoi pregi e i suoi difetti, per accettare noi stessi. Solo in questo modo possiamo crescere, progredire, guardare al futuro con serenità.

Ascolto che aiuta la coppia ad uscire dalla crisi ed è l’anticamera della fase successiva. . Una parte molto importante a cui la coppia deve prestare attenzione e coltivare è il ricordo. Il ricordo dei momenti di unione e comunione di coppia crea un ancoraggio che aiuta a superare la crisi.

A volte, per riuscire ad affrontare questa “parte ombra” si sperimentano delle “vie di fuga”, che sono dei palliativi che ci aiutano ad andare avanti.

Le vie di fuga più comuni sono due: il tradimento e i figli.

Il tradimento in questa fase difficilmente porterà ad una separazione è solamente un modo per l’io di uscire da una situazione di crisi che non accetta e mettendo in atto il gioco “è tutta colpa tua” cerca in un altro “altro” la soluzione al problema. Se invece accade che la coppia si lasci durante la parte ombra la relazione successiva farà emergere una parte d’ombra ancora più grande e profonda.

A volte il tradimento non è verso una persona in carne ed ossa, ma può essere anche il rivolgersi ad un hobby, ad uno sport in maniera eccessiva che porta uno dei partner a vivere molto del suo tempo fuori casa; entrambe le situazioni sono un precario equilibrio che permette di proseguire la relazione principale.

La fuga dalla parte ombra attraverso i figli invece dà la possibilità alla coppia di spostare l’attenzione verso un altro interesse che può portare la coppia a condividere nuovamente qualcosa. E’ questo un semplice spostamento di attenzione non una reale soluzione la crisi di coppia continua.

 

 

Tutta colpa di Freud

Eccomi qua con un invito a tutti voi interessati alle relazioni.

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Un invito a guardare questo film, molto emozionante dove potete trovare concentrate tutta una serie di relazioni.

Non vi voglio anticipare nulla e mi piacerebbe moltissimo che dopo la visione potessimo scambiarci delle opinioni, vi attendo !!

 

 

 

Luna di miele, perchè ?

Chiudiamo il capitolo della prima fase del matrimonio con una curiosità, la luna di miele.

Questa espressione ha origini antiche e sono rintracciabili più versioni che ne spiegano il significato. Gli sposini dell’antica Roma erano soliti mangiare del miele per tutta la durata di “una luna” dopo il matrimonio (forse per riprendere le forze dopo un’intensa giornata d’amore).

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Da qui l’origine del detto “luna di miele”, per indicare i primi, dolci e irripetibili momenti della vita di coppia. Un’altra tesi, addirittura, fa risalire l’espressione ai tempi di Babilonia poiché in tale periodo sembra che fosse solito regalare alle coppie di sposi una certa quantità di idromele (liquore al miele) sufficiente per un mese. Allora si pensava che tale bevanda garantisse la fertilità.

Nonostante l’origine babilonese non sia certa, l’abitudine di regalare agli sposi idromele, o bevande simili, era comunque in uso nell’antica Roma e nei secoli successivi fino al Medioevo.

Nel Medioevo, quando una famiglia cedeva in matrimonio una donna all’uomo, la sposa portava con sé il miele, considerato costoso e simbolo di ricchezza.La prima sera che i due passavano insieme, veniva chiamata “luna di miele” proprio in riferimento al miele e al fatto che la donna fosse considerata lunare, perché la durata del ciclo femminile è come quella delle fasi lunari.

Anche l’usanza del nord Europa di bere vino misto a miele durante il primo mese di nozze fa parte della rosa delle versioni più accreditate.

L’origine antica dell’espressione “luna di miele” è comprovata dalla sua presenza in molte altre lingue, come il francese (Lune de miel), lo spagnolo (Luna de miel) e l’inglese (honey moon). In gallese (mis mêl) e in arabo (shahr el ‘assal) si usano espressioni che tradotte letteralmente significano “mese di miele”, che ha lo stesso significato poiché con il termine “luna” si fa riferimento al primo mese di matrimonio.

Il “miele” in senso lato è collegato alla dolcezza del primo periodo di vita matrimoniale, lasciando intendere che solo la prima “luna” sarà di “miele”, ovvero che la felicità iniziale è comunque destinata a diminuire presto. Proprio per questo motivo sarebbe utile far tesoro il più possibile di quanto accade nelle prime settimane di matrimonio, affinché la luna di miele non resti solo una felice parentesi. (La Repubblica – Supplemento Salute del 16/10/2008 pag.41)

Mi permetto di commentare il fatto che al giorno d’oggi  si parla di luna di miele per descrivere vacanze e mete esotiche, e si è perso di vista il vero significato di tale modo di dire. Dovremmo invece tornare alle origini di alcune espressioni perché sono queste che ci dicono chi siamo e da dove veniamo. La luna di miele è un periodo che gli sposi dovrebbero vivere più intimamente e godendo del sentimento che li unisce, senza perdersi in distrazioni inutili che, seppur piacevoli, allontanano la mente ed il cuore dal reciproco impegno preso.

 

Risultati !!

I risultati dell’ultimo sondaggio sono stati indicativi.

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Come prima cosa vorrei segnalare quanto una nostra lettrice, Francesca Rolff, ha lasciato come commento: alla lista che avevo preparato manca la Fiducia.

Devo ringraziare Francesca per l’opportunità che mi dà di puntualizzare, che sì, è stata una mancanza, ma io l’intendo talmente ovvia in tutti i tipi di relazione che non l’ho inserita nell’elenco. Ritengo che una relazione, di qualsiasi tipo, non può essere definita tale se manca la fiducia.

Fiducia è aspettarci un comportamento dall’ Altro che sia sincero e non manipolatorio, ci affidiamo a quello che “sentiamo” e a quello che “sappiamo” e dopo aver valutato costi e benefici ci affidiamo a questo rapporto fiduciario.

Altre componenti più votate sono Complicità e Rispetto assolutamente importanti e pilastri anch’esse della relazione.

Interessante scelta che vede due posizioni opposte, la complicità che prevede un’unione particolarmente attenta all’intesa e alla condivisione e il rispetto che prevede la capacità di capire e aiutare le diversità dell’altro.

Temi che meritano sicuramente di essere ripresi, ma che dimostrano la volontà di una relazione equilibrata e matura.

Cuore ferito …

Piccolo intermezzo con una vignetta di Pietro Vanessi, per sua gentile concessione.

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